Il mio mondo

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venerdì 21 marzo 2014

Festa di primavera arriviamoooo!!!!

Ogni occasione è buona per far festa, soprattutto con dei bambini, e quale migliore occasione se non l'inizio della primavera!


Ogni anno, per celebrare la "Festa di primavera", nella mia scuola viene indetto un concorso in cui, ogni classe, in grande o piccolo gruppo, realizza un lavoro che viene votato dalle altre classi.
I vincitori vengono poi premiati davanti a tutta la scuola con un rito molto divertente.

Quest'anno il tema del concorso era LO SPAZIO e a noi quarte è stato affidato il tema dei miti e le costellazioni.

Sono sempre stata affascinata da Orione e, quando ho scoperto che il suo mito è legato a quello dello scorpione, l'ho subito proposto ai bambini.
Vi lascio immaginare il loro entusiasmo! Passavano i pomeriggi al parco, quando il sole era già calato, a cercare Orione in cielo senza che le mamme ne capissero il perché! : ))

Abbiamo trovato una versione molto semplificata del mito nel libro "Lo zoo celeste" e sono iniziate le proposte su come realizzare il lavoro.

Prendendo spunto da questa lampada molto particolare, ho pensato alla struttura portante del progetto.


Quale miglior punto di partenza!

Il nostro materiale: 
@ base di cartone 
@ tovaglia di carta 
@ tovaglioli di carta 
@ palline da ping pong
@ lucine da albero di Natale 
@ scatola di cartone 
@ colla vinilica 
@ colla a caldo
@ glitter



Fasi di lavoro:

@ per prima cosa abbiamo ricoperto una grande base di cartone con una tovaglia, utilizzando la tecnica della colla vinilica diluita con acqua 




@ abbiamo poi riportato sul cartone le due costellazioni, cercando di rispettare le giuste proporzioni tra le stelle e poi abbiamo bucato il cartone in corrispondenza dei segni delle stelle.

@ abbiamo fatto passare una lucina da albero di Natale in ogni foro e, con la colla a caldo, ci abbiamo incollato sopra una pallina da ping pong, precedentemente bucata col calore della pistola della colla a caldo.


@ abbiamo poi fatto passare un filo di lana intorno alle palline per delineare le costellazioni.

@ abbiamo riassunto il mito in poche frasi, che abbiamo scritto su fogli colorati incollati su un cartone.


@ l'ultima frase del mito l'abbiamo scritta a contorno dei due emisferi celesti che si susseguivano l'uno all'altro.


Per creare quest'ultima parte abbiamo realizzato un cerchio di cartone, ricoperto di tovaglioli di carta e colla vinilica. 
Nei due semicerchi abbiamo disegnato le costellazioni, usando i glitter argento, e abbiamo fissato il cerchio al cartone di sfondo con un perno che gli permettesse di ruotare. 
Abbiamo poi ricoperto la metà inferiore del tondo con una scatola di cartone, creando un'ipotetica linea d'orizzonte.
Sulla scatola abbiamo apposto una scritta "girami" per portare coloro che vedranno il nostro lavoro a scoprire la fine   del mito e l'inseguirsi, nel cielo, delle due costellazioni.


Ecco il nostro lavoro concluso e illuminato, pronto per essere votato!




P.S. Purtroppo la votazione non è andata benissimo e il nostro lavoro non è stato apprezzato come speravamo. Ma noi ci siamo divertiti un mondo a realizzarlo e questo è l'importante!!



domenica 16 marzo 2014

Non stanotte, Sara, ti prego...

"Stanotte è stata bravissima, ha dormito 12 ore filate!"


Se è davvero così, cara nonna, perché quando è a casa si sveglia alle 2 e non si riaddormenta fino alle 4?!
E soprattutto non stanotte. Non in questa notte difficile, arrivata dopo l'ennesimo crollo, in cui l'unica cosa di cui ho bisogno è dormire per fermare i pensieri.

Invece no, sono le 4.40 e i pensieri sono ripartiti, come un fiume in piena, e io non riesco ad arginarli. 
E con loro l'ansia, l'angoscia, la tristezza, il pianto...
"Non stanotte, Sara, ti prego..." e invece proprio stanotte...

sabato 8 febbraio 2014

Sono nata col registro in mano

È proprio vero che, quando si ha la grande fortuna di fare il lavoro che si sogna, ci si trova a fare ciò che i nostri geni ci suggeriscono.



Io, per esempio...

Non potrei mai lavorare con i numeri...
Sono portata per la matematica, mi piace molto, sono una persona estremamente logica e razionale, ma quando mio marito, ragioniere, inizia a parlarmi di conti o valore dei numeri, la mia mente si chiude.
È come se mi trasformassi in Patrick, l'amico di Spongebob... Dopo pochi momenti in cui riesco a seguire il discorso, le parole nella mia mente diventano tanti 'Bla Bla Bla...' e la testa si perde in altri pensieri.
Non è cattiveria o disinteresse, davvero! È che proprio non riesco.

Non potrei mai fare la pubblicitaria...
Non ho ironia, non sono pungente, non ho il dono della sintesi.
Ammiro chi sciorina frasi ad effetto o ha sempre la risposta pronta e adeguata.

Non potrei mai lavorare in un'attività commerciale...
Disordinata cronica, pigra, non più capace di sfoderare il mio miglior sorriso di fronte a chi mi sta antipatico.

Nemmeno prendo in considerazione l'ipotesi "donna di casa"...
In quattro parole, NON FA PER ME!! 
Evito di pubblicare la foto dei miei "hot spot", per dirla nel modo delle FlyLady, e ringrazio di avere un angelo custode che ci pensa al posto mio.

Certo, ci sono professioni che mi piacerebbe fare ma... 

Io sono una maestra! C'è poco da fare.

Sono nata col registro in mano. Il primo l'ho creato quando ho imparato a scrivere, lo usavo per segnare le assenze dei miei peluche alle lezioni che tenevo in salotto con tanto di lavagna e gesso.
Ma, soprattutto, mi rendo conto che questo È il mio lavoro. 
Qualche settimana fa una ragazza, al termine di una supplenza in quinta, ci ha detto, salutandoci: "Questo non è il mio lavoro. Io sono un'educatrice, non so insegnare. Per fortuna la supplenza è finita oggi perché domani avrei dovuto spiegare il congiuntivo e non avrei saputo da che parte cominciare". 
Lei è un'educatrice e, infatti, ha fatto fare ai ragazzi progetti bellissimi. Ma davanti ad una spiegazione era persa.

Io so spiegare... 
Non è presunzione, è una semplice constatazione. I primi tempi, man mano che avevo a che fare con i ragazzi, con le spiegazioni e i compiti, mi rendevo conto che quello che spiegavo veniva capito e appreso. 
"Allora sto facendo la cosa giusta!" mi sono detta dopo un po', nonostante quello che mi diceva chi voleva scoraggiarmi.

Certo, la strada è ancora molto lunga, ma più la percorro e più mi rendo conto che io sono NATA per fare questo lavoro e sono una privilegiata nel poterlo svolgere.

domenica 2 febbraio 2014

Ricordati di essere felice


Stasera mi sono persa nei ricordi e nelle foto di quando è nata la nanapiccola. 

Avevo appena ricevuto in eredità uno smartphone e, da lì in poi, è stato un tripudio di foto pubblicate. 
Rivederle e leggerne i commenti mi ha riportato alla mente quelle sensazioni, come è normale che sia.

Era tutto così difficile, dentro e fuori, ma che bei ricordi. Sembravo serena. 
E poi? 
Cosa è successo?

Pochi minuti dopo, scorrendo facebook, mi sono imbattuta in un link dal titolo significativo...

Ricordarmi di essere felice... 

Ne ho davvero bisogno, soprattutto adesso. 
Ma forse ciò di cui ho ancora più bisogno, è di riuscire a ricordarmi il perché, o il quando, ho smesso di esserlo. Sarebbe bello.

lunedì 20 gennaio 2014

"Van Gogh Alive" la magia dentro una mostra


“Posso dire che questa mostra mi fa schifo?”
Ecco come il Nanogrande ha esordito alla mostra di Van Gogh...
Fino a pochi mesi fa questa domanda mi avrebbe mandata su tutte le furie: come può non piacerti una mostra di Van Gogh? Come può non piacerti una mostra così?!
Oggi, invece, ho fatto un respiro e ho pensato che, in effetti, non c'era motivo per cui gli piacesse per forza e ho deciso di dargli tempo.
Ero seduta per terra con la Nanapiccola in braccio, intimorita dall'ambientazione e dalla musica, mentre il Nanomedio già correva sui teloni stesi sul pavimento su cui scorrevano le immagini.
Dopo pochi minuti la rivelazione: “Ma le immagini sono in 3D!!”, o per lo meno così sembrava, e tanto è bastato per attirare l'attenzione del Nanogrande e appassionarlo.
Le immagini scorrevano e apparivano intorno e addosso a noi, in parte tratte dai quadri, in parte ad essi correlati per molte ragioni.
L'unica che proprio non riusciva ad entrare nella mostra era la Nanapiccola; “Paura” mi diceva intimorita: troppo il buio, troppo forte la musica.
Ma è stata tutta questione di tempo e poi la magia si è compiuta.
Correre su rotaie senza treno

Sdraiarsi in campi di grano

Raccogliere fiori che appaiono e scompaiono in un attimo

Danzare sui rami di un albero

Prendere e scoppiare bolle che scappano via


Perdersi tra le stelle



Stare seduti tra le parole di una lettera o di un cartellone

E poi si è compiuta la magia per me...
Entrare in quella camera blu,

circondata dai girasoli,

immergermi nei boschi...



Ma la magia più grande è stato il saluto della nanetta alla mostra... “Ciao quadri!”

...“Ciao quadri e...GRAZIE!”



"Van Gogh Alive" - Fabbrica del vapore - Milano

martedì 14 gennaio 2014

Quartiere, musei, attività pomeridiane... Discorsi sparsi, o forse no?!

Oggi è giornata di discorsi collegati...
E' iniziata stamattina con una semplice domanda durate un caffè tra mamme.
“Dove abiti?”
“Abito in quel complesso di palazzi che c'è alle spalle del nido”
“Bello! Quel bel giardino condominiale, poi...”

E' proprio vero, dove abito io (il quartiere, come viene chiamato da tutti) c'è un bel giardino condominiale dove, ogni pomeriggio di bel tempo, si ritrovano varie categorie di persone.
C'è la zone delle mamme con bimbi fino ai 5 anni, la zona dei bambini della scuola primaria, la zona dei preadolescenti e degli adolescenti sulle panchine, la zona delle signore anziane che si ritrovano per chiacchierare.
Basta solo scegliere il gruppo che si preferisce avvicinare e sperare di non essere vista come un'infiltrata pronta a carpire chissà quali segreti di stato.

Per i bambini in crescita, in effetti, è davvero l'ideale. Protetto da cancelli chiusi, ampio tanto quanto basta per farli sentire liberi di crescere.
Sarebbe l'ideale soprattutto se... stessimo a casa ogni tanto! Invece, il mio spirito spirito un po' zingaro, mi fa uscire alle 9 della mattina e non rientrare fino alle 8 di sera e, con me, quei tre poverini che mi chiamano mamma.
Già... perchè spesso i bambini sono vittime dei nostri ritmi e dei nostri interessi.

Ed ecco il secondo discorso di oggi...

“I nostri alunni non hanno MAI visto una locomotiva dal vivo”, mi ha detto la mia collega di classe.
Non posso crederci!!! Abitiamo a 10 minuti a piedi dal Museo della scienza e della Tecnologia di Milano, c'è un padiglione dei treni PIENO di locomotive a vapore!

Ma loro non ci sono MAI andati...
Non è un museo a misura di grandi, non è abbastanza interessante. Ai genitori interessano Rodin, Pollock, Warhol, Kandinsky... dopo tutto il Museo della Scienza e della tecnologia c'è sempre, invece quelle mostre durano pochi mesi, bisogna approfittarne! Peccato che, ai nostri figli, Il Bacio di Rodin non interessi più di tanto e nemmeno i quadri di Warhol...
O, ancora peggio, non vengono portati ai musei a misura loro.
"Qual'e l'ultimo museo che avete visitato?"
"Picasso!"
Peccato sia una mostra (ma non importa), ma ci sono andati l'anno scorso con la scuola.

A loro interesserebbero davvero tanto i treni, gli aerei, i dinosauri, le stelle!
Loro hanno voglia di divertirsi, di giocare, di scoprire.

Ed ecco l'ultimo discorso collegato...

Nel pomeriggio, un'amica mi ha mandato il link ad un articolo:

"I bambini non hanno più tempo per giocare... " (cit.) perché, spesso, sono schiacciati dalla quantità di attività extra scolastiche che, altrettanto spesso, non scelgono loro.
Un giorno una bimba mi ha raccontato la sua settimana:
Lunedì danza,
Martedì nuoto,
Mercoledì catechismo, 
giovedì cavallo,
Venerdì nuoto, 
Sabato e domenica sci.
"Che bello, maestra!!"

Ma quanto è davvero bello, per loro? Quanto ne sono, o ne saranno, davvero felici? Quanto, invece, vengono schiacciati dai nostri desideri di adulti? Da tutto quello che NOI vogliamo fare e in cui ce li portiamo dietro senza pensare a cosa desiderino, o di cosa abbiano bisogno, loro?
"Aumenta l'ansia e la depressione nei bambini..." (cit.) anche nei miei (!!!), ma non è colpa o responsabilità loro!

mercoledì 1 gennaio 2014

Ti prego, ti prego, ti prego...

Anno nuovo, tempo di bilanci.

Tanti vorrei... 
Un po' come i "ti prego" di Tiana alla stellina, in "La principessa e il ranocchio" 



Tanti buoni propositi, o forse solo propositi, che però, quest'anno, vorrei riuscire a realizzare.
Un po' di ordine, di serenità, di tranquillità...
Basta musi lunghi, basta arrabbiature inutili, basta attese senza senso... 

Vorrei sorrisi, risate libere, leggerezza; vorrei davvero potermi alzare da questo letto (già, sono ancora a letto ma oggi è il primo dell'anno), tirare su la tapparella e scoprire che tutto è cambiato. Che tutto quello che è stato il 2013 è scomparso. Solo cose nuove, sole, felicità e la leggerezza che tanto desidero da molti mesi.
Anche se, a pensarci bene, l'anno appena finito era il numero 13, cosa ci si poteva aspettare...? 
Se tanto mi da tanto, figuriamoci il 17!!!
Ma per ora non pensiamoci, oggi è solo il 2014. Anzi...

BUON 2014 A TUTTI VOI
...e che sia un anno pieno di tutto ciò che più desideriamo!!