Il mio mondo

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giovedì 30 ottobre 2014

I miei alunni meravigliosi! Così li definisco quando scrivo di loro

Tanto tempo che non scrivo (troppo!), tante cose successe in questi mesi... Troppe!

Una su tutte, però: è finalmente ricominciata la scuola e ho ritrovato i MIEI ragazzi!
Mi piace chiamarli così, quest'anno poi (in particolare in questo periodo) li sento particolarmente "miei". Prima di tutto perché ormai li conosco da più di un anno e li sto vedendo diventare grandi sotto i miei occhi e insieme a me, e poi perché, purtroppo, la mia collega di classe ha avuto un piccolo incidente ed è assente da circa un mese e io mi sto rendendo conto di essere sempre più il loro punto di riferimento.
Sento la loro fiducia nei miei confronti, sento il loro entusiasmo quando chiacchieriamo, sanno che in me possono trovare un punto di riferimento e me lo comunicano inconsciamente ogni giorno.
L'anno scorso uno dei ragazzi mi ha presentato così ad una compagna appena arrivata "la maestra Lucia è un po' mamma e un po' maestra: è mamma quando ci parla e ci coccola ed è maestra quando ci sgrida"; lo stesso alunno oggi mi ha dichiarato una cosa molto bella. Stavamo parlando del viaggio a Roma di alcuni di loro (solo 6 per ogni sezione), in occasione dell'inaugurazione dell'anno scolastico, e della possibilità che io fossi dovuta andare con loro a sorpresa, a causa dell'incidente della mia collega, avvenuto due giorni prima della partenza. 
La mia presenza a roma, infatti, non era prevista, si era deciso che io restassi a scuola col resto resto della classe che, tra l'altro, era non poco arrabbiata e delusa del non poter partecipare all'evento, e io sapevo che contava su di me per trascorrere due giornate scolastiche tra film e svago, per non pensare ai compagni in gita.
Ho raccontato ai ragazzi la mia indecisione nel momento in cui mi è stato comunicato che la mia collega, insegnante di classe da quattro anni e, quindi, unico loro punto di riferimento in quell'occasione, non poteva accompagnarli.
Non sapevo cosa fare, da un lato sapevo che, se non mi fossi presentata a scuola il lunedì, avrei deluso i ragazzi che mi aspettavano e, allo stesso tempo, sapevo che i 6 che andavano a Roma sarebbero stati senza nessuna delle loro maestre. Il dubbio si è risolto qualche ora dopo la richiesta di partecipazione, con un comunicazione della scuola sulla necessità che io restassi a Milano a coprire la classe.
Quando oggi l'ho raccontato ai ragazzi, quell'alunno mi ha detto: "sai, maestra, io avrei avuto bisogno di te a Roma..." e io mi sono resa conto che, come lui, anche gli altri ragazzi lontani da casa avrebbero avuto bisogno della figura di riferimento che era venuta a mancare.

Ecco che allora mi fermo a pensare a quanto sono fortunata nel fare il lavoro che amo e a quanto sia speciale avere tutti i giorni a che fare con ragazzi capaci di trasmettermi forza, allegria, entusiasmo e tanta carica. 
Adoro respirarli e viverli ogni giorno!

domenica 3 agosto 2014

Anche questa è Milano...?

Amo andare in giro senza una meta, mi rilassa, mi fa sentire bene e, per mia fortuna, ho la possibilità di farlo.
A volte faccio lunghe camminate, a volte interminabili giri in macchina. Macino chilometri su chilometri e sgombro la mente, lascio che vaghi anche lei senza una meta fissa.
Oggi sono capitata in un posto magico e mi sono lasciata rapire; ho fermato la macchina e ho iniziato a camminare chiedendomi se un posto così potesse esistere davvero in questa zona di Milano.
Conosco bene queste strade, le ho percorse tutti i giorni per cinque anni, gli anni del liceo. So bene cosa c'è in questa zona: stradoni trafficati, palazzi moderni che ospitano uffici, fabbriche che sembrano in disuso chissà da quanto, case scrostate e cadenti... Ma oggi, per la prima volta, ho guardato in una piccola via laterale e, quando ho svoltato un angolo, mi sono trovata di fronte a questo... 




No... Questa non può essere Milano!! Vedi?! C'è una Mini parcheggiata fuori da quella casa di campagna in stile british! 


Forse mi è successo come in "Non ci resta che piangere"... Si! Non può essere che così!!
E invece no, è proprio Milano, e le tag sui muri lo confermano tristemente... 
E poi, mentre stavo tornando alla macchina, ho alzato la testa e ho visto una finestra illuminata, che sapeva tanto di casa e che mi ha riempito il cuore. 
E il #guidaguida è ricominciato con un pezzetto di magia nel cuore e nella mente.



venerdì 16 maggio 2014

Succede che... - La visita di Renzi alla scuola Massaua di Milano-

Succede che i genitori della scuola decidano di ridipingere le aule.



Succede che facciano un lavoro bellissimo: smontino dal muro armadiature e scaffali, scelgano colori allegri e riposanti, decorino il tutto con scritte sui muri, lavino i vetri (dantro e fuori!!), sostituiscano veneziane rovinate e ci facciano trovare una scuola in cui è ancora più bello lavorare.


Succede che i genitori invitino il presidente del consiglio, Matteo Renzi, a visitare la scuola durante l'imbiancatura inviandogli questa lettera.

E succede che...
...il presidente del consiglio accetti l'invito e, martedì mattina, venga a vedere il lavoro svolto.

 
Guarda il video:

La comunicazione arriva alle 18 di lunedì e tutto è da organizzare, soprattutto la rappresentanza dei bambini (delle classi quinte) che avrebbero accolto Renzi in salone, ponendogli delle domande. Ma le maestre sono state bravissime e, lunedì sera, con uno scambio di mail, hanno scelto gli alunni e stabilito le domande da far porre e i ragazzi, martedì, sono stati impeccabili.

È stata una visita molto veloce, in un clima informale e divertente, che ha lasciato tutti, indipendentemente dalle idee politiche di ciascuno, con il pensiero che non capiti spesso di poter raccontare in questo modo il grande regalo che ci è stato fatto dai genitori.
 
GRAZIE GENITORI!!
 


domenica 16 marzo 2014

Non stanotte, Sara, ti prego...

"Stanotte è stata bravissima, ha dormito 12 ore filate!"


Se è davvero così, cara nonna, perché quando è a casa si sveglia alle 2 e non si riaddormenta fino alle 4?!
E soprattutto non stanotte. Non in questa notte difficile, arrivata dopo l'ennesimo crollo, in cui l'unica cosa di cui ho bisogno è dormire per fermare i pensieri.

Invece no, sono le 4.40 e i pensieri sono ripartiti, come un fiume in piena, e io non riesco ad arginarli. 
E con loro l'ansia, l'angoscia, la tristezza, il pianto...
"Non stanotte, Sara, ti prego..." e invece proprio stanotte...

sabato 8 febbraio 2014

Sono nata col registro in mano

È proprio vero che, quando si ha la grande fortuna di fare il lavoro che si sogna, ci si trova a fare ciò che i nostri geni ci suggeriscono.



Io, per esempio...

Non potrei mai lavorare con i numeri...
Sono portata per la matematica, mi piace molto, sono una persona estremamente logica e razionale, ma quando mio marito, ragioniere, inizia a parlarmi di conti o valore dei numeri, la mia mente si chiude.
È come se mi trasformassi in Patrick, l'amico di Spongebob... Dopo pochi momenti in cui riesco a seguire il discorso, le parole nella mia mente diventano tanti 'Bla Bla Bla...' e la testa si perde in altri pensieri.
Non è cattiveria o disinteresse, davvero! È che proprio non riesco.

Non potrei mai fare la pubblicitaria...
Non ho ironia, non sono pungente, non ho il dono della sintesi.
Ammiro chi sciorina frasi ad effetto o ha sempre la risposta pronta e adeguata.

Non potrei mai lavorare in un'attività commerciale...
Disordinata cronica, pigra, non più capace di sfoderare il mio miglior sorriso di fronte a chi mi sta antipatico.

Nemmeno prendo in considerazione l'ipotesi "donna di casa"...
In quattro parole, NON FA PER ME!! 
Evito di pubblicare la foto dei miei "hot spot", per dirla nel modo delle FlyLady, e ringrazio di avere un angelo custode che ci pensa al posto mio.

Certo, ci sono professioni che mi piacerebbe fare ma... 

Io sono una maestra! C'è poco da fare.

Sono nata col registro in mano. Il primo l'ho creato quando ho imparato a scrivere, lo usavo per segnare le assenze dei miei peluche alle lezioni che tenevo in salotto con tanto di lavagna e gesso.
Ma, soprattutto, mi rendo conto che questo È il mio lavoro. 
Qualche settimana fa una ragazza, al termine di una supplenza in quinta, ci ha detto, salutandoci: "Questo non è il mio lavoro. Io sono un'educatrice, non so insegnare. Per fortuna la supplenza è finita oggi perché domani avrei dovuto spiegare il congiuntivo e non avrei saputo da che parte cominciare". 
Lei è un'educatrice e, infatti, ha fatto fare ai ragazzi progetti bellissimi. Ma davanti ad una spiegazione era persa.

Io so spiegare... 
Non è presunzione, è una semplice constatazione. I primi tempi, man mano che avevo a che fare con i ragazzi, con le spiegazioni e i compiti, mi rendevo conto che quello che spiegavo veniva capito e appreso. 
"Allora sto facendo la cosa giusta!" mi sono detta dopo un po', nonostante quello che mi diceva chi voleva scoraggiarmi.

Certo, la strada è ancora molto lunga, ma più la percorro e più mi rendo conto che io sono NATA per fare questo lavoro e sono una privilegiata nel poterlo svolgere.

domenica 2 febbraio 2014

Ricordati di essere felice


Stasera mi sono persa nei ricordi e nelle foto di quando è nata la nanapiccola. 

Avevo appena ricevuto in eredità uno smartphone e, da lì in poi, è stato un tripudio di foto pubblicate. 
Rivederle e leggerne i commenti mi ha riportato alla mente quelle sensazioni, come è normale che sia.

Era tutto così difficile, dentro e fuori, ma che bei ricordi. Sembravo serena. 
E poi? 
Cosa è successo?

Pochi minuti dopo, scorrendo facebook, mi sono imbattuta in un link dal titolo significativo...

Ricordarmi di essere felice... 

Ne ho davvero bisogno, soprattutto adesso. 
Ma forse ciò di cui ho ancora più bisogno, è di riuscire a ricordarmi il perché, o il quando, ho smesso di esserlo. Sarebbe bello.

lunedì 20 gennaio 2014

"Van Gogh Alive" la magia dentro una mostra


“Posso dire che questa mostra mi fa schifo?”
Ecco come il Nanogrande ha esordito alla mostra di Van Gogh...
Fino a pochi mesi fa questa domanda mi avrebbe mandata su tutte le furie: come può non piacerti una mostra di Van Gogh? Come può non piacerti una mostra così?!
Oggi, invece, ho fatto un respiro e ho pensato che, in effetti, non c'era motivo per cui gli piacesse per forza e ho deciso di dargli tempo.
Ero seduta per terra con la Nanapiccola in braccio, intimorita dall'ambientazione e dalla musica, mentre il Nanomedio già correva sui teloni stesi sul pavimento su cui scorrevano le immagini.
Dopo pochi minuti la rivelazione: “Ma le immagini sono in 3D!!”, o per lo meno così sembrava, e tanto è bastato per attirare l'attenzione del Nanogrande e appassionarlo.
Le immagini scorrevano e apparivano intorno e addosso a noi, in parte tratte dai quadri, in parte ad essi correlati per molte ragioni.
L'unica che proprio non riusciva ad entrare nella mostra era la Nanapiccola; “Paura” mi diceva intimorita: troppo il buio, troppo forte la musica.
Ma è stata tutta questione di tempo e poi la magia si è compiuta.
Correre su rotaie senza treno

Sdraiarsi in campi di grano

Raccogliere fiori che appaiono e scompaiono in un attimo

Danzare sui rami di un albero

Prendere e scoppiare bolle che scappano via


Perdersi tra le stelle



Stare seduti tra le parole di una lettera o di un cartellone

E poi si è compiuta la magia per me...
Entrare in quella camera blu,

circondata dai girasoli,

immergermi nei boschi...



Ma la magia più grande è stato il saluto della nanetta alla mostra... “Ciao quadri!”

...“Ciao quadri e...GRAZIE!”



"Van Gogh Alive" - Fabbrica del vapore - Milano

martedì 14 gennaio 2014

Quartiere, musei, attività pomeridiane... Discorsi sparsi, o forse no?!

Oggi è giornata di discorsi collegati...
E' iniziata stamattina con una semplice domanda durate un caffè tra mamme.
“Dove abiti?”
“Abito in quel complesso di palazzi che c'è alle spalle del nido”
“Bello! Quel bel giardino condominiale, poi...”

E' proprio vero, dove abito io (il quartiere, come viene chiamato da tutti) c'è un bel giardino condominiale dove, ogni pomeriggio di bel tempo, si ritrovano varie categorie di persone.
C'è la zone delle mamme con bimbi fino ai 5 anni, la zona dei bambini della scuola primaria, la zona dei preadolescenti e degli adolescenti sulle panchine, la zona delle signore anziane che si ritrovano per chiacchierare.
Basta solo scegliere il gruppo che si preferisce avvicinare e sperare di non essere vista come un'infiltrata pronta a carpire chissà quali segreti di stato.

Per i bambini in crescita, in effetti, è davvero l'ideale. Protetto da cancelli chiusi, ampio tanto quanto basta per farli sentire liberi di crescere.
Sarebbe l'ideale soprattutto se... stessimo a casa ogni tanto! Invece, il mio spirito spirito un po' zingaro, mi fa uscire alle 9 della mattina e non rientrare fino alle 8 di sera e, con me, quei tre poverini che mi chiamano mamma.
Già... perchè spesso i bambini sono vittime dei nostri ritmi e dei nostri interessi.

Ed ecco il secondo discorso di oggi...

“I nostri alunni non hanno MAI visto una locomotiva dal vivo”, mi ha detto la mia collega di classe.
Non posso crederci!!! Abitiamo a 10 minuti a piedi dal Museo della scienza e della Tecnologia di Milano, c'è un padiglione dei treni PIENO di locomotive a vapore!

Ma loro non ci sono MAI andati...
Non è un museo a misura di grandi, non è abbastanza interessante. Ai genitori interessano Rodin, Pollock, Warhol, Kandinsky... dopo tutto il Museo della Scienza e della tecnologia c'è sempre, invece quelle mostre durano pochi mesi, bisogna approfittarne! Peccato che, ai nostri figli, Il Bacio di Rodin non interessi più di tanto e nemmeno i quadri di Warhol...
O, ancora peggio, non vengono portati ai musei a misura loro.
"Qual'e l'ultimo museo che avete visitato?"
"Picasso!"
Peccato sia una mostra (ma non importa), ma ci sono andati l'anno scorso con la scuola.

A loro interesserebbero davvero tanto i treni, gli aerei, i dinosauri, le stelle!
Loro hanno voglia di divertirsi, di giocare, di scoprire.

Ed ecco l'ultimo discorso collegato...

Nel pomeriggio, un'amica mi ha mandato il link ad un articolo:

"I bambini non hanno più tempo per giocare... " (cit.) perché, spesso, sono schiacciati dalla quantità di attività extra scolastiche che, altrettanto spesso, non scelgono loro.
Un giorno una bimba mi ha raccontato la sua settimana:
Lunedì danza,
Martedì nuoto,
Mercoledì catechismo, 
giovedì cavallo,
Venerdì nuoto, 
Sabato e domenica sci.
"Che bello, maestra!!"

Ma quanto è davvero bello, per loro? Quanto ne sono, o ne saranno, davvero felici? Quanto, invece, vengono schiacciati dai nostri desideri di adulti? Da tutto quello che NOI vogliamo fare e in cui ce li portiamo dietro senza pensare a cosa desiderino, o di cosa abbiano bisogno, loro?
"Aumenta l'ansia e la depressione nei bambini..." (cit.) anche nei miei (!!!), ma non è colpa o responsabilità loro!

mercoledì 1 gennaio 2014

Ti prego, ti prego, ti prego...

Anno nuovo, tempo di bilanci.

Tanti vorrei... 
Un po' come i "ti prego" di Tiana alla stellina, in "La principessa e il ranocchio" 



Tanti buoni propositi, o forse solo propositi, che però, quest'anno, vorrei riuscire a realizzare.
Un po' di ordine, di serenità, di tranquillità...
Basta musi lunghi, basta arrabbiature inutili, basta attese senza senso... 

Vorrei sorrisi, risate libere, leggerezza; vorrei davvero potermi alzare da questo letto (già, sono ancora a letto ma oggi è il primo dell'anno), tirare su la tapparella e scoprire che tutto è cambiato. Che tutto quello che è stato il 2013 è scomparso. Solo cose nuove, sole, felicità e la leggerezza che tanto desidero da molti mesi.
Anche se, a pensarci bene, l'anno appena finito era il numero 13, cosa ci si poteva aspettare...? 
Se tanto mi da tanto, figuriamoci il 17!!!
Ma per ora non pensiamoci, oggi è solo il 2014. Anzi...

BUON 2014 A TUTTI VOI
...e che sia un anno pieno di tutto ciò che più desideriamo!!


giovedì 26 dicembre 2013

Mi piace il marzapane

Mia madre, ieri: "Ho fatto il vitello tonnato perché lo avevo fatto per tua sorella ed era giusto lo facessi anche per te"

Ma voi che vivete accanto a me, credete davvero che quella Lucia esista ancora?
La Lucia attenta a queste cose? A cosa viene fatto o detto a uno piuttosto che all'altra?
Vi sbagliate di grosso... Quella Lucia è morta e sepolta. 
"Meglio!" Penserete voi... "Sei finalmente cresciuta, hai abbandonato le gelosie e le polemiche sterili."
Non esattamente, è solo che non mi interessano più, come non mi interessano più tutte le altre cose.

Ora c'è una Lucia diversa.

La vecchia Lucia, in famiglia, era sempre all'attacco. Un attacco che sapeva molto di difesa, ma pur sempre un attacco.
La vecchia Lucia sapeva arrabbiarsi.
Anche la Lucia di adesso è arrabbiata, arrabbiata con il mondo, con la vita, con tutti, ma non lo tira più fuori. 
Lo tiene dentro lasciando che quella rabbia la scavi pian piano. Ci sono giorni buoni, in cui le cose acquistano più luce, altri bui in cui l'unico desiderio è restare sotto il piumone lasciando tutto il mondo fuori.

La vecchia Lucia faceva un sacco di cose, era sempre a mille, sempre pronta a lamentarsi di essere stanca di correre, ma piena di orgoglio per tutto ciò che voleva e riusciva a fare.
La Lucia di adesso va avanti giorno dopo giorno per inerzia, aspettando che la vita scorra.

La vecchia Lucia leggeva, un libro dopo l'altro, usando la lettura come modo per liberare la mente.
La Lucia di adesso non riesce più a leggere, preferisce il cellulare, più immediato, dinamico.

La vecchia Lucia guardava la televisione per ore. 
La Lucia di adesso la mette in pausa, perché distratta da altro, e se ne dimentica per ore, anche se ciò che stava guardando le interessava e anche tanto.

Alla vecchia Lucia non piaceva il marzapane... 


L'ho sempre guardato con ammirazione sperando, ogni volta che lo assaggiavo, che mi piacesse perché mi attiravano quelle forme, quei colori. Invece niente, c'era la mandorla e io odio la mandorla.
Ieri ho preso un piccolo Babbo Natale di decorazione ad un panettone e, convinta fosse di zucchero, gli ho dato un morso.
Ma non era di zucchero, era di marzapane e, con mia grande sorpresa, era BUONO!
Alla nuova Lucia piace il marzapane.

La vecchia Lucia non esiste più, ma io la rivoglio più di ogni altra cosa!

martedì 24 dicembre 2013

C'è sempre una parte di noi... Tanti Auguri di Buon Natale!

È il primo Natale del blog e desidero condividere con voi gli auguri del mio preside.
 
Buon Natale!

C'È SEMPRE UNA PARTE DI NOI...

C’è sempre una parte di noi quando a settembre ci ritroviamo, dopo la pausa estiva, per rimettere in moto la macchina apparentemente spenta, che scopriamo essere rimasta incessantemente accesa;

C’è sempre una parte di noi quando tra riunioni, mail, telefonate, incontri, parole, sguardi, silenzi e gesti, diamo forma alla scuola che ... vogliamo;

C’è sempre una parte di noi quando alimentiamo relazioni, comunicazione, coinvolgimento, partecipazione e appartenenza;

C’è sempre una parte di noi quando ci incontriamo e quando “ci scontriamo”, quando le certezze cedono il passo a qualche incertezza e quando non ci diamo pace fino a quando non sia tornata la pace;

C’è sempre una parte di noi quando ci facciamo in quattro, quando non ci risparmiamo, quando facciamo di tutto perché ciò che ci sta a cuore sia in qualche modo di tutti;

C’è sempre una parte di noi quando aule, laboratori, palestre e uffici si animano delle nostre passioni e diventano teatro di imprevedibili e gratificanti maturazioni/evoluzioni;

C’è sempre una parte di noi quando con determinazione perseguiamo gli obiettivi, quando, proiettandoci oltre lo scetticismo, costruiamo ostinatamente il futuro;

C’è sempre una parte di noi quando non trascuriamo nessuno dei fili che possono assicurare la trama;

C’è sempre una parte di noi quando taciamo o quando parliamo; 

C’è sempre una parte di noi quando stiamo bene insieme...
 
 
Buon Natale
con l’augurio che
ci sia sempre una parte di noi.

lunedì 16 dicembre 2013

Sarò per sempre la tua Valentina...


Speravo che questo giorno non arrivasse mai, eppure...
Mi mancherai.
Mi mancheranno gli abbracci forti, quelli che stritolavano;
il bacio sulla fronte a fine massaggio;
i miei "Grazie" e i tuoi "Non ho capito...".
Non potrò più venire a raccontarti cosa mi succede, a lamentarmi di mamma quando mi fa impazzire.
Non potrò più venire a dirti che finalmente sto bene, che il buio è passato, ma forse tu lo saprai lo stesso, chissà...
Grazie per esserci sempre stato.
Grazie per aver fatto parte della mia vita.
 
Lucia
 
Per sempre la tua Valentina!

mercoledì 11 dicembre 2013

Storie di una mamma... - "A Natale puoi"...

E poi arriva Natale e, puntuale, arriva anche "A Natale puoi". 

La ascolto con i bimbi, consapevole che non potrò essere presente alla festa del nanomedio, e all'improvviso una voce riecheggia nella testa. 

La voce di un bambino che canta l'ultima strofa. 

Il Nanomedio -penso subito- e invece no... il nanogrande! Chissà quando, chissà a che età...

Non è possibile, la mente non associa quel ricordo all'immagine del nanogrande. Strani scherzi fa la mente!!

Ma soprattutto...

Dove è finito quel bimbo che cantava a casa la canzone del saggio? Dov'è finita quella vocina delicata, dolce, tremante? Perché ha lasciato il posto ad un bimbo sempre teso, sulla difensiva e arrabbiato?


Come sembrano lontani quei ricordi... Talmente lontani che, associati a quello che è successo negli ultimi dodici mesi, sembrano davvero appartenuti ad un'altra vita, ad un'altra Lucia.

giovedì 5 dicembre 2013

Nonostante tutto, è casa mia

C'è un posto che mi riempie il cuore, capace di ricaricarmi quando sono a terra e di scaldarmi quando ne ho bisogno.

Almeno, questo succedeva fino all'anno scorso. Ora qualcosa si è spezzato in me e quel potere non ha più effetto, purtroppo.
Ma lui è sempre lì, come a dirmi 'Quando vuoi riprovarci, sai dove trovarmi' e io lo scorso week end ci ho voluto provare.
È stata dura, come sempre è stato in questi mesi, ma meno delle altre volte. 
La famiglia che trovo ogni volta che vado lì, è riuscita a scaldarmi il cuore un'altra volta.
Non è una famiglia tradizionale, ma sono tutte quelle persone che, quando ci vedono arrivare, ci accolgono come se fossimo i loro figli o delle persone di casa.

C'è l'iniziale sorpresa del vederci fuori stagione e poi c'è quell'abbraccio che dice 'Non sei mai andata via, noi siamo qui in qualsiasi momento'. 
Perché loro sanno cosa è successo, che quella "casa" non è più così rassicurante per me, ma cercano di renderla comunque un posto speciale.
Basta una telefonata a tarda sera per chiedermi come sto, o uno sguardo dall'altra parte del tavolo che mi dice che non sono sola. 

Perché l'Abruzzo è questo...
È l'affetto di persone che ti conoscono da sempre e l'attenzione di chi ti vede in difficoltà.
Di chi ti aiuta a tirare fuori da un campo pieno di neve l'auto che si è impantanata e che non vuole niente in cambio; anzi, ti invita a mangiare, improvvisando un pranzo che sa di casa e famiglia, con un camino acceso e tre ragazzi meravigliosi che si tolgono le ciabatte, offrendotele, per permetterti di scaldarti i piedi, raffreddati dall'acqua e dalla neve. Un saluto a metà pomeriggio con la promessa di tornare a trovarli in estate, questa volta facendo la strada giusta, però!

L'Abruzzo è davvero tutto questo...
È mare limpido e calmo davanti a noi 
e montagne innevate alle nostre spalle.

È Francavilla.
È, nonostante tutte le mie difficoltà, CASA MIA!

giovedì 21 novembre 2013

Lettone o non lettone... Questo è il problema (mio)!!

Come tante altre sere mi trovo, alle 21.40, nel lettone ad aspettare che la nanapiccola mi si addormenti accanto.
C'è sempre una scusa...
hai il mal di pancia; 
piange e disturba gli altri due; 
non mi vede da tutto il giorno e ha bisogno del contatto fisico con me; 
sono tre notti che dorme dai nonni e non vuole il suo lettino; 
il suo lettino non le piace e, credo, mai le piacerà...

La realtà, però, è che nel lettone si addormenta in cinque minuti; che io, che sono decisamente stanca, ne approfitto per rilassarmi evitandomi arrabbiature, nervosismi, pianti e lotte con me seduta per terra accanto a lei per chissà quanto tempo.

Ma se è tutto così semplice, perché non l'ho mai fatto con gli altri due??
Perché ho sempre vietato il lettone ai grandi, preferendo piuttosto dormire io sul pavimento accanto al loro lettino?
Sicuramente perché temevo che diventasse un vizio ma, così facendo, i miei bimbi non hanno l'abitudine al lettone, non ci vengono mai, nemmeno per le coccole, e se vengono scappano dopo pochi minuti.

E se per lei diventerà un vizio?
Poco male, ci penserò quando succederà. 
Per ora mi facilito le cose e va benissimo così!

P. S. Sapete qual'è la vera rogna? 
Doverla spostare quando ormai il sonno ti ha colpita e non riesci più a tenere gli occhi aperti.

domenica 17 novembre 2013

Quella voglia di scappare...

Non è un periodo facile, tante cose si affollano nella mente e non riesco più ad arginarle.

In alcuni momenti l'unico desiderio è andar via lontano, scappare da tutti i pensieri.
Così prendi la macchina, pensando di andare a fare un giro, e ti trovi in tangenziale, allora pensi che potrebbe essere un'idea andare a salutare quella tua amica che abita poche uscire dopo l'inizio dell'autostrada ma, una volta arrivata all'uscita, la macchina procede dritto e continui ad andare in un #guidaguida che vuole essere terapeutico, chiarificatore.

Arrivano le telefonate:
"Che fai?" "Guido un po'"
"Vieni a pranzo da noi?" "Ehm, non sono in zona..."


 
Ma, ad un certo punto, una domanda te la devi fare...
Dove voglio arrivare? Cosa posso fare scappando?
E capisci che non puoi arrivare nella tua seconda casa del cuore, troppo lontana, troppo folle l'idea.
Esci al casello, fai il giro della rotonda e riprendi l'autostrada.
Prima di farlo, però, guardi che uscita è... Modena sud...

Torni in città e tutto prende forma: il pediatra da cui andare, le impegnative da ritirare, i bimbi da andare a prendere, il fratello in città per il we da andare a salutare, la vita da portare avanti.
 
Forse anche da vivere, ma per questo c'è tempo.
 

 
 

martedì 12 novembre 2013

Storie di parchetto, caramelle gommose, involtini primavera e ravioli al vapore...

Chiamatela pigrizia, inadempienza o semplicemente non riuscire a stare dietro a tutto quanto, ma...

Non la inseguo come un'ombra al parco (questa è pigrizia e, sì, decisamente anche inadempienza);
non la imbocco da tempo imprecisato;
le lascio mettere sottosopra la casa, sperando in una fatina speciale che dopo metta in ordine tutto (devo desiderarla con forza, perché il più delle volte si materializza davvero, per mia immensa gioia e fortuna!).

E poi...
Se non riesce a dormire la porto nel letto con me, per gli altri due il lettone era off-limits;
non mi faccio grandi problemi se non cena a tavola e poi si beve tre biberon tra la sera e la notte;
mangia caramelle gommose da quando è in grado di masticare cibi solidi;
mangia involtini primavera e ravioli al vapore...

(Immagini tratte dal web)

Mamma degenere? Forse.
Un po' matta? Sicuramente!
Di sicuro con lei sono mooolto più permissiva e meno severa e... 
ho avuto una rivelazione: non crolla il mondo e la vita è decisamente più semplice!

domenica 20 ottobre 2013

Thanks god is monday!

Oggi è stata una giornata pesante...
Una di quelle giornate in cui l'unico istinto è quello di sdraiarsi a letto e aspettare che tutto passi, ma come si fa con tre bambini per casa?

Allora ci si alza, si cerca di reagire e pian piano forse ci si riesce.
Un sonnellino dopo pranzo, un giro di compere in solitaria nel pomeriggio e le cose prendono una luce diversa.
Forse non è la luce splendente che tutti desiderano, ma non è più il nero tenebroso della mattina.
Poi l'abbraccio di una principessina, il fratello maggiore che imita un cartone animato per la sua sorellina che inizia a ridere di gusto, il grande di casa alle prese con le prime cose da studiare, un giro in macchina per le strade del centro e la domenica passa.

E domani si ricomincia, col progetto giornale (fermato la settimana scorsa dalla mia influenza), con una bella serata tra amiche in programma e con una nuova settimana davanti a me.

Sarò strana ma...
THANKS GOD IS MONDAY!

giovedì 10 ottobre 2013

Pioggia, vento e... sangue nelle vene

Assemblea di classe; colloqui fino alle ore 20; per non parlare dell'inferno metereologico che si è scatenato appena arrivata dai miei a recuperare i bambini.
"Pioggia, vento e..."

Il vicino di sotto che telefona perché i bimbi giocano in corridoio alle 20.45 (...), allora vestili velocemente e vai via prima che venga su a fare un casino, non avevo nessuna voglia di incontrarlo.
Giro in macchina per il nanogrande, che ama sentire la musica andando in giro per Milano; arrivo a casa alle 22 circa; trattamento per le verruche al nanomedio, con relativa mezz'ora di urla; riti della nanna: coccole, canzoncine, il tutto a tre voci.
E ora, forse, riesco ad andare a dormire anch'io...

Buonanotte a tutti!! 
 

mercoledì 9 ottobre 2013

36 consigli per scrivere bene

Vagando sul web ho trovato questa meraviglia:

36 CONSIGLI PER SCRIVERE BENE di U. Eco
1. Evitate le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare…  indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu”.

12. I paragoni sono come le frasi fatte.

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

15. Sii sempre più o meno specifico.

16. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

17. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

18. Metti, le virgole, al posto giusto.

19. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non sempre è facile.

20. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

21. C’è davvero bisogno di domande retoriche?

22. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe – o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento – affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

23. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fa sbaglia.

24. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

25. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

26. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

27. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche e simili.

28. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del “5 maggio”.

29. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

30. Pura puntiliosamente l’ortograffia.

31. Non andare troppo sovente a capo.

Almeno, non quando non serve.

32. Non usare mai il plurale maiestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

33. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

34. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiono come altrettante epipfanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.

35. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.

36. Una frase compiuta deve avere

Fin dai primi punti mi rendo conto che DEVO ASSOLUTAMENTE LEGGERLI CON I MIEI RAGAZZI!

E’ un testo un po’ difficile ma, con le dovute spiegazioni e una volta entrati nell’ottica dello stile di scrittura, non vi dico le risate. In particolare sul punto 29, erano piegati sui banchi dal ridere.

Alcuni degli errori menzionati da Eco mi appartengono in prima persona. Per esempio ultimamente uso spesso i puntini di sospensione, ma soprattutto adoro i punti esclamativi!!!!

Molto spesso, però, mi capita di leggere sui social network, messaggi o post in cui ci sono errori che appartengono ad alcune regole base della grammatica, quelle regole che vengono insegnate nei primi anni delle elementari: la differenza tra gli e le per il maschile e femminile; il numero dei puntini di sospensione, chissà perché c'è chi pensa che mettendone cinque o sei la frase si sospenda di più; e forse il più comune, quello di cui parla Eco al punto 24, ovvero l’apostrofo all’articolo UN.

A volte, quando trovo questo tipo di errori, la mia anima di maestra vorrebbe emergere e farli notare, anche solo per spiegare la regola corretta, ma poi rinuncio e vado avanti a leggere.
Dopotutto –penso- anche questo è il “bello” della rete.

A proposito, non si usano le virgolette, non è fine!